Voci per un "DIZIONARIO del PENSIERO FORTE" per COMBATTERE la BUONA BATTAGLIA…
Peraltro, Panebianco faceva notare che la lunga durata della democrazia italiana, per quanto imperfetta e acciaccata, va ricercata non tanto negli orientamenti della popolazione, ma nel fatto che dopo la II Guerra Mondiale, siamo rimasti in un sistema di alleanze, quello occidentale e di rapporti euro-atlantici. Tutto questo secondo l’editorialista del Corriere hanno tenuto a bada le propensioni illiberali di vasti settori consistenti della popolazione. L’indifferenza/ostilità nei confronti della resistenza ucraina, rileva un chiaro e netto distacco dalle idee forza della democrazia occidentale. Idee che dovrebbero contrapporsi ai regimi autocratici come quello di Putin. Sono meno ipocriti quelli che tifano per Putin, che si sono schierati con il suo regime. A questi bisogna far notare che essi possano liberamente tifare per una tirannia, grazie alla democrazia che disprezzano. E poi agli indifferenti verso la resistenza ucraina, bisognerebbe fargli notare, che la nostra Repubblica è fondata sul valore della resistenza al nazifascismo, quindi alla tirannia.
In questo clima sono troppi quelli che danno del “guerrafondaio” a chi sostiene che è lecito sostenere la resistenza ucraina e che bisogna difendersi dalla guerra ibrida scatenata dai russi. In questo contesto Panebianco rileva un diffuso indebolimento delle democrazie occidentali, delle loro classi politiche, i partiti che non riescono più a mobilitare le proprie opinioni pubbliche su temi fondamentali. Pertanto, il professore riconosce in Giorgia Meloni di aver saputo tenere la barra dritta nel sostegno a Kiev. Qualche dubbio rimane per la prossima legislatura chiunque vinca le elezioni.
Il futuro appare grigio, non si vedono in Europa, statisti o leader autentici di difendere le democrazie occidentali. Intanto infuriano commenti sui social abbastanza disarmanti sull’Ucraina, Quando va bene Zelensky viene equiparato a Putin. Uno Stato invaso non può essere messo sullo stesso piano dell’invasore. Sono troppi quelli che vedono il fallimento della democrazia in Occidente e credono di trovare la soluzione nel mondo ordinato e pulito della Russia di Putin.
C’è una certa avversione di costoro, anche presunti appartenenti alla destra, nei confronti del nostro governo, presieduto da Giorgia Meloni. L’immagine che si fanno della Russia è distorta. La Russia non è solo Mosca o San Pietroburgo. La Russia è immensa e fuori dalle principali città c’è un mondo povero, abbandonato, pieno di disperati. Scrive l’amico Giacomo Roggeri sul suo profilo Fb. Fra una dittatura come quella di Putin e una democrazia malata come quella occidentale, è da preferire la seconda. Preferisco questa democrazia che lascia ancora spazio per diffondere la verità cristiana sulla società, la Dottrina Sociale della Chiesa e consente di dire, apertamente, ad esempio che l’aborto è un omicidio. Provate in Russia a dire qualcosa che non piace a Putin. Ad affermare che Stalin era un feroce dittatore che ha fatto morire decine di milioni di uomini nei gulag ora che fa costruire monumenti a Stalin in ogni angolo della Russia!
Provate a contestare la chiusura del museo degli orrori stalinisti. Avete dimenticato o forse non siete a conoscenza, Putin ha messo fuorilegge “Memorial”, l’associazione che stava catalogando gli orrori del comunismo, la più antica e prestigiosa associazione per i diritti umani della Russia, fondata nel 1989 dal Premio Nobel per la Pace Andrei Sacharov e da altri dissidenti sovietici. Il 28 dicembre 2021, la Corte Suprema russa ha ordinato la liquidazione e la chiusura forzata di Memorial International. Le motivazioni storiche e politiche, sono state che Memorial creava una “falsa immagine dell’URSS” e che i cittadini non dovevano focalizzarsi sui crimini del passato, bensì orgogliarsi della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale. Gli storici e la comunità internazionale hanno condannato la sentenza come un tentativo politico da parte del governo di Vladimir Putin di riscrivere la storia, riabilitare parzialmente la figura di Stalin ed eliminare il dissenso interno.
Provate in Russia a contestare la guerra, ad avere parole di pietà per i morti, a protestare in piazza contro la guerra. La nostra democrazia è malata, senza dubbio. Tuttavia, l’alternativa alla democrazia non è la dittatura putiniana. Non dobbiamo esaltare la dittatura quale alternativa a questo occidente malato, agonizzante. La vera, unica alternativa sono i dieci comandamenti incarnati nella vita sociale. Questa è l’alternativa vera: un mondo cristiano, una nuova cristianità. L’alternativa all’Occidente malato, a Macron, Sanchez, non è Putin. È una nuova Cristianità, ripulita dagli errori di quei secoli quando le società europee erano cristiane, che certamente non furono perfetti ma nei quali la Chiesa poteva fare opera di evangelizzazione. Ringrazio Dio di essere nato in Italia, in questa Italia, sotto questa democrazia, con il governo Meloni. Posso scrivere questi post, esprimere le mie opinioni. Soprattutto posso dire che una società che rispetta la legge naturale e cristiana rende più facile la salvezza delle anime, la cosa più importante di tutte. Non così è possibile in Russia, in Cina, in Corea del Nord, in Iran. Tanta libertà quanta possibile, tanto Stato quanto necessario, era lo slogan di Alleanza Cattolica di tanti anni fa, sempre valido, sempre da ricordare.