blog di mimmobonvegna
Pubblicità

UN GENERALE PER LA SICILIA.

Un generale britannico di origini irlandesi Bernard Law Montgomery, si è distinto nell’avanzata dell’esercito Alleato nell’estate del 1943 nella Sicilia Orientale. Sulla figura del generale e dell’esercito inglese è stata scritta un’opera storica dal dottore Felice Vito Vitale; “Montgomery. Un generale in Sicilia tra pensieri e aneddoti”, Di Nicolò Edizioni (2026; euro 25).

Il volume è frutto di oltre cinque anni di ricerca, durante i quali Vitale ha incrociato una pluralità di fonti: testi inglesi, italiani e tedeschi – questi ultimi consultati in traduzione inglese -, archivi parrocchiali e comunali, documentazione di associazioni combattentistiche britanniche e materiali conservati presso l’Imperial War Museum di Londra. Un lavoro documentario plurale, che “consente di affiancare alla prospettiva dei grandi protagonisti quella dei luoghi e delle persone che della guerra furono testimoni e protagonisti”. Il testo non è solo un saggio storico, ma un racconto umano e visivo, corredato da numerose fotografie. La prefazione è di Giuseppe Pagano e la presentazione di Fabrizio Sergi. Il testo è composto di tre capitoli e di una appendice. Il libro di Vitale racconta la Campagna di Sicilia del 1943, è un “film che scorre ancora sotto la nostra pelle collettiva – scrive Fabrizio Sergi – paesaggi assolati e feriti, visi spaventati, lingue che si confondono, divise impolverate, bandiere che cambiano colore mentre la vita continua”. E proprio questo ha saputo restituire nel suo libro, tra pensieri e aneddoti, Felice Vito Vitale. E’ una narrazione documentata di quello che è successo nella Sicilia Orientale intorno alla figura emblematica del generale Montgomery, ma è anche una narrazione visiva, piccoli dettagli che diventano fotogrammi di memoria. L’autore, “segue Montgomery come una macchina da presa che si muove con rispetto e curiosità: non lo esalta e non lo condanna, ma lo osserva, ne registra i gesti, le esitazioni, la compostezza che comincia ad intuire di essere un simbolo più che un comandante”. L’opera di Vitale è una ricerca attenta alle fonti, descrive con precisione gli eventi dell’avanzata degli eserciti alleati. Il Libro in pratica, descrive l’operazione Husky, come un viaggio attraverso voci e volti delle retrovie che poi erano i territori della Riviera Jonica a partire da Catania fino a Messina. Vitale descrive quei dettagli minimi spesso ignorati dalla grande storiografia, dove si nasconde la verità più profonda della guerra.

Il volume dedica, infatti, spazio anche alla sofferenza della popolazione siciliana e agli episodi di eroismo, mettendo in discussione una rappresentazione eccessivamente semplificata dello sbarco, come una sorta di facile “scampagnata” militare. Vitale affronta il tema ancora aperto, del popolo italiano, spesso, marchiato come traditore, inaffidabile e opportunista. Affronta questo pregiudizio con fermezza e lucidità, restituendo dignità all’Italia che nel 1943 non tradì nessuno, ma cercò di salvare il salvabile. E’ un libro che ha due anime: quella storica e quella visiva. Un libro che non si limita a descrivere, ma mostra. Un libro che si legge e si guarda. Vitale nell’ambito della campagna militare dell’esercito alleato contro la resistenza italo-tedesca affronta la battaglia del Ponte di Primosole, detta anche del Simeto. In questa battaglia si registrano combattimenti violenti e sanguinosi; lo scenario appare orribile. Più di trecento tedeschi sono morti. Solo i britannici poterono seppellire i loro morti. L’evento viene descritto nel I° Capitolo (La conquista della Sicilia). Nel II° Capitolo (Dopo la tempesta arrivò la “quiete”) il libro si occupa delle truppe britanniche del generale Montgomery acquartierate nei territori di Taormina e circondario, quindi Calatabiano, Piedimonte Etneo, Riposto con annesse fotografie.  Vitale ricostruisce con precisione chirurgica oltre ai devastanti bombardamenti su Pantelleria del maggio ’43, l’incursione su Taormina, mirata – come documentano le rare foto d’epoca – a colpire l’Hotel San Domenico, sede dei comandi germanici. L’obiettivo era chiaro: forzare il crollo dell’alleanza italo-tedesca, seguendo la strategia propugnata da Winston Churchill. Uno degli aspetti più interessanti del volume è la decisa confutazione della tesi, più volte proposta dalla storiografia minore, che vorrebbe la mafia protagonista e co-artefice del successo dell’Operazione Husky sul piano militare. Vitale taglia corto: le prove documentali e fotografiche escludono qualsiasi ruolo organico di Cosa Nostra nella riuscita dello sbarco. Inoltre, il libro documenta la nota rivalità tra i due giganti del comando dello Sbarco in Sicilia: Montgomery e il generale americano George Patton. Opportuno soffermarsi sulla domenica del 29 agosto 1943: un lungo giorno nella Riviera Jonica dove il generale incontra i suoi soldati in prossimità del Torrente Agrò a S. Teresa di Riva. Qui Vitale accenna soltanto al barbaro assassinio e conseguente seppellimento di don Antonio Musumeci, parroco della Chiesa di S. Alessio, ucciso da un drappello di tedeschi in ritirata il 14 agosto 1943. Il libro pubblica le foto del sacerdote ucciso in odio della fede, secondo Vitale per ordine di qualche ufficiale tedesco probabilmente legato al paganesimo nazionalsocialista.

Torino, 3 novembre 2026

S. Martino de Porres.                       DOMENICO BONVEGNA

                                                         dbonvegna1@gmail.com

- / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Verificato da MonsterInsights