CARLO I D’AUSTRIA, L’ULTIMO IMPERATORE DEL SACRO ROMANO IMPERO.

CARLO D’ASBURGO UN SANTO POLITICAMENTE SCORRETTO.

Cominciamo dalla fine del libro di Mario CarotenutoCarlo I d’Austria e la pace sabotataedito da Fede & Cultura di Verona (www.fedecultura.com).

Che cosa scrive l’autore, Se nella primavera del 1917 l’offerta di pace di Carlo fosse stata accettata, numerose vite umane sarebbero state salvate e probabilmente si sarebbero potuto solidamente ‘opporre una barriera al bolscevismo’, e il nazionalsocialismo, non solo non si sarebbe diffuso in Europa, ma difficilmente avrebbe potuto svilupparsi in Germania. La storia d’Europa sarebbe stata un’altra”. Basterebbe solo questo, e non è poco, sostenere che la sconfitta e quindi la scomparsa dell’impero Austro-Ungarico, dell’imperatore Carlo I è stata una sciagura per l’Europa anche per quella non cristiana.

 Carlo si oppose al piano tedesco di favorire il ritorno di Lenin nel 1917 in Russia. Aveva capito la pericolosità dei bolscevichi. Ma Carlo d’Austria è sempre stato consapevole del pericolo di finire nelle mani dei tedeschi e mai avrebbe appoggiato Hitler. Interessante quello che ha evidenziato lo storico austriaco Erik Maria von Kuhnelt-Leddihn, cosa significa la fine degli Asburgo, all’antica dinastia potè infine subentrare un uomo comune, un modesto ex imbianchino di origine austriaca, che trascinò il mondo in un mare di lacrime e sangue”.

 Carlo figlio dell’arciduca Ottone d’Austria e dell’arciduchessa Maria Giuseppa di Sassonia, il 21 novembre 1916 in piena Guerra mondiale, fu incoronato imperatore d’Austria e re d’Ungheria. Una serie di eventi tragici precedenti ne favorirono la sua ascesa, come il suicidio del figlio di Francesco Giuseppe, Rodolfo e poi della morte dell’arciduca Massimiliano in Messico.

 Così all’età di ventinove anni Carlo eredita il titolo imperiale, succedendo a Francesco Giuseppe, un uomo che già in vita era diventato leggendario. Il giorno seguente Carlo emanò un proclama molto significativo indirizzato al popolo dell’impero, due passaggi del testo sono molto importanti, uno di politica interna, l’altro di politica estera: Intendo essere un sovrano equanime e benvoluto per i miei popoli. Manterrò intatte le loro libertà costituzionali e ne difenderò l’uguaglianza di fronte alla legge. Sarà mia instancabile premura promuovere il bene morale e spirituale dei miei popoli, custodire la libertà e l’ordine nei miei territori e assicurare i frutti di un onesto lavoro a tutti i membri attivi della società.

 Farò di tutto per mettere fine il più presto possibile agli orrori e ai sacrifici della guerra, per ridare ai miei popoli il bene così gravemente offeso della pace, ferma restando la salvaguardia dell’onore delle armi, delle necessità vitali dei miei popoli e dei fedeli alleati e non appena lo consentirà la tracotanza dei nostri nemici”.

 La parte centrale del libro di Carotenuto è dedicata ai continui tentativi dell’imperatore di arrivare alla pace, ma i negoziati si arenano in tira e molla che alla fine l’imperatore viene abbandonato a se stesso da chi doveva tutelarlo come il suo ministro degli esteri, il conte Czernin. Contro i sovrani fu infatti messa in atto una gigantesca campagna diffamatoria proveniente sia da ambienti tedeschi sia da ambiente austriaci pangermanisti. Ma non solo autorevoli storici, sostengono che fu la massoneria a boicottare ‘ i suoi progetti troppo filopacifisti’La massoneria soprattutto francese che voleva la repubblicanizzazione dell’Europa; distruggere l’Austria-Ungheria significava terminare i propositi della Rivoluzione del 1789, ovvero colpire il cuore del cattolicesimo, giacchè l’impero asburgico, erede del Sacro Romano Impero, ‘incarnava il principio stesso dell’impero cristiano’.

 A tutti quei politici, ministri, inglesi, francesi, italiani, protagonisti del libro, non interessava la pace che offriva il povero imperatore Carlo, il loro intento, e lo dicevano pubblicamente, era quello di distruggere il principale ostacolo ai loro piani di repubblicanizzare l’Europa, cioè l’impero. Lo storico intellettuale franco-ungherese Francois Fejto sostiene che ogni tentativo di pace fu sabotato, proprio perchè si passò dalla guerra classica alla guerra ideologica contro la Chiesa e l’Impero Asburgico. Quindi un “cattolico militante” come Carlo I doveva essere combattuto con ogni mezzo e annientato.

 Ancora oggi la storiografia corrente ritiene l’imperatore d’Austria una figura “politicamente scorretta”, ma come ha ricordato il maggior storico cattolico vivente, Vittorio Messori, “La Chiesa non lo ha dimenticato, lo prega sugli altari e lo propone come esempio ai governanti”, ecco perché il 3 ottobre del 2004, Giovanni Paolo II, lo dichiarò beato.

 

S. Teresa di Riva, 4 agosto 2010

 S. Giovanni Maria Vianney                                               DOMENICO BONVEGNA

                                                                                         

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